DAVID EBERSHOFF – La Danese

Guanda, Euro 14.50, pp. 310

Forse passato sotto silenzio, nel 2000, quando fu pubblicato, merita di essere citato in occasione del film omonimo, The Danish Girl, appena uscito nelle sale cinematografiche.

Estremamente fedele al romanzo, il film  – magistralmente interpretato – mette in evidenza come la percezione di una “doppia natura” sia una esperienza sconvolgente quando non solo la società, ma anche la dottrina psichiatrica non hanno ancora mezzi né volontà per comprenderla o, semplicemente, accoglierla. In un contesto di diffidenza prende forza la figura di Greta, moglie di Einar Wegener; dapprima presentata attraverso l’entusiasmo e la vivacità intelligente di una ragazza innamoratissima e vivace, creativa e un po’ ribelle nei confronti della cultura della borghesia danese, Greta rivela di essere una donna di grande forza e di estremo equilibrio. E’ lei che, per gioco, ha condotto Einar alla rivelazione di quanto lui aveva negato a se stesso dai tempi della adolescenza, la propria omosessualità; ma è ancora lei a restargli a fianco nella sua tenace riconquista della propria identità sessuale, sostenuta da un amore coniugale mai incrinato anche se inevitabilmente destinato a trasformarsi in una amicizia “sui generis”.

Einar esce dal proprio corpo maschile, si sdoppia nella figura di Lili, fino a divenire definitivamente donna.

Intorno a loro ruota il mondo dell’arte, lui paesaggista e lei ritrattista, che consacrerà Greta ad artista acclamata proprio per la sua crescente capacità di esprimere sulla tela la metamorfosi di Einar.

Il libro è liberamente ispirato alla storia di E.Wegener e di sua moglie. Quando, nel 1931, si conobbe la notizia che un uomo aveva cambiato sesso, la stampa mondiale si occupò della loro storia. La prima a parlarne fu la stessa Lili, che poi scrisse di sé e, sotto pseudonimo, anche il proprio necrologio.

Lontano dalla biografia di Wegener, eppure partecipe della sua storia, lo scrittore David Ebershoff ci introduce senza sforzo in una vicenda che, seppure sotto forma di romanzo, è capace di liberarci dagli stereotipi sul tema della omosessualità, fino a condurci ad una seria riflessione.