Tutti gli articoli di Diego Toschi

Giornata mondiale del libro 2017


Giornata mondiale del libro 2017
presso il LAPIDARIO ROMANO
Palazzo dei Musei – Piazza S. Agostino – Modena

23 Aprile 2017 – ore17.00 – 19.00

IL LEGGIO presenta
Modena città di scrittori
GLI SCRITTORI DELLA PORTA ACCANTO

autori della nostra città insieme in una maratona di lettura
Luigi Borghi, Massimo Carpegna, Rosario Castronovo, Andrea De Carlo
Roberta Dieci, Antonella Manicardi, Luisa Menziani, Roberto Vaccari
Coordina: Sandra Tassi Continua la lettura di Giornata mondiale del libro 2017

Ritorna Edna O’ Brien con Tante piccole sedie rosse

I lettori di The Country Girls (1960), Ragazze di Campagna, probabilmente durante questi anni hanno continuato a seguire la produzione letteraria dell’irlandese Edna O’Brien: il libro è stato subito proibito in Irlanda per la franchezza con cui fa il ritratto della vita sessuale dei suoi personaggi e, all’epoca, ha creato un vasto dibattito all’interno della problematica femminile (e della lotta femminista per la parità di genere), tanto da segnalare l’autrice -nel tempo – per il talento della scrittura e per l’incisività delle sue storie.

Ma, con la svolta del secolo, è probabile che molte opere siano passate inosservate a chi non ha seguito con intenzionalità il succedersi dei suoi romanzi tradotti in Italia. Ha riscosso, invece, vasto interesse di pubblico la recente raccolta di racconti Oggetto d’amore, (Einaudi, Torino 2016) e il romanzo, forse ancor più segnalato dalla critica, Tante piccole sedie rosse (Einaudi, Torino 2017).

Mi pare interessante proporre alcune annotazioni.
La prima riguarda la continuità di poetica (cioè “della visione della vita e del mondo”) con la quale l’autrice approda all’ultimo romanzo, rispetto ad uno dei suoi primi romanzi, Uno splendido isolamento. (Feltrinelli, Milano 1997).

In Uno splendido isolamento O’Brien intersecava l’indagine sull’animo femminile (la storia complessa e difficile dell’anziana Josie che entra ed esce dalla memoria del suo passato) con le più acute riflessioni sulla situazione irlandese e la sua cruenta guerra civile (il partner narrativo della vicenda è “la bestia”, ovvero un terrorista dell’IRA braccato dalla polizia).

Il romanzo in questione, strutturato secondo un moto centripeto che dalla storia di una nazione isolata e inospitale conduce alla storia individuale di Josie e di altri personaggi, giunge a rivelarci il suo centro nella condanna, forte e aperta, di una lotta intestina che mette l’uno contro l’altro gli individui solo perché “nemici”, uomini che perdono la ricchezza della propria individualità umana e che soffocano nelle armi i propri profondi e comuni sentimenti e affetti.

Nel romanzo, di dieci anni fa, Edna O’Brien porta il lettore nel mezzo di una storia dai caratteri nazionali: come se “la storia dell’Irlanda” denunciasse un’atroce epopea dai caratteri non solo singolari quanto unici nel loro genere. Nata in un villaggio che più tardi descriverà come “intenso” e “chiuso”, l’autrice trasferisce alla propria terra la rassegnata constatazione di un <<isolamento>> che – proprio come quello dei suoi abitanti – può solo raramente e occasionalmente essere attraversato da momenti illuminati.

Nel finale di Uno splendido isolamento, l’autrice sembra averci lasciato in eredità una promessa, quella di un libro che possa farci “penetrare fino alla fonte dell’odio e dell’ingiustizia”

Vale la pena riportarne l’ampio passo conclusivo.

Di sera i monti cambiano colore e diventano cupi, così come cambiano gli uomini quando si comincia a sparare. Allora tutto è violenza, tutto è confusione. Chi fa e chi subisce. “Come l’uccisore è vicino alla sua vittima.” Dal passato recente e da quello remoto si leva un lamento e uno stridore di denti. Tombe e tumuli e altre tombe e un monumento e un garofano tinto per indicare dove è avvenuto il massacro improvviso. Piange, la terra, e c’è poco da meravigliarsi. Ma la terra non può essere occupata. La storia lo ha dimostrato. La terra non sarà mai occupata; è lì. “Come l’uccisore è vicino alla sua vittima.” Così dice un libro. Ma non basta essere vicini col corpo o con la baionetta. Entrarci dentro, è questo il percorso più sanguinoso. Una volta dentro si comincia a capire. Che noi e i nostri nemici versiamo lo stesso sangue e le stesse lacrime, anche se non sempre nella stessa misura.
Penetrare fino alla fonte dell’odio e dell’ingiustizia, abbeverarvisi ed esserne assorbiti.
Questo i libri non lo dicono. Un giorno lo si capirà. Si dovrà capirlo.
Dopo un decennio è la stessa O’Brien a chiedere (e prima di tutto a chiedersi) attraverso Tante piccole sedie rosse se è arrivato quel giorno, il giorno in cui la guerra, tutte le guerre del mondo, avranno fine. Il titolo del romanzo, infatti, allude alle 11541 sedie rosse che furono disposte nel 2012 sul principale corso di Sarajevo per commemorare le vittime dei cecchini durante l’assedio.
Lo scenario è ancora l’Irlanda e, ancora, c’è una figura femminile che aspira a vivere l’amore: Fidelma, come Josie.
Il protagonista del romanzo ricorda “la Bestia”: viene chiamato “il Boia bosniaco”, perché lo straniero ha un mostruoso passato di criminale nella guerra dei Balcani.
Questa volta, però, lo sguardo della scrittrice – ottantaseienne – non può essere quello che ha riservato al Mc Greevy de Uno splendido isolamento : “ Io vorrei che fosse se stesso, ma anche che fosse diverso. Di lui mi piace tutto, salvo quello che fa.”
Questa volta vien meno ogni possibile redenzione del malvagio, nessuna compassione è tributata, in questo caso, a Vlad, il falso medico che si spaccia come guaritore di corpi e di anime.
La scrittrice conduce il lettore ancora oltre, al termine del romanzo: lo catapulta crudelmente a fronteggiare il mistero del male al tribunale internazionale dell’ Aja dove si processano i crimini contro l’umanità.  

Sandra Tassi

Un mondo a più dimensioni

 

 

 

al Planetario di Modena con Il Leggio

Mercoledì 15 marzo 2017 – ore 21

a partire dal romanzo:
W. Abbot, Flatlandia
Un mondo a più dimensioni

Relatore: Prof. Massimo Ferri
Ordinario di Geometria – Facoltà di Ingegneria, Università di Bologna.
Introduce: Sandra Tassi

Tra lettura e scrittura

Diventare lettori consapevoli è la condizione necessaria e imprescindibile per divenire scrittori consapevoli.
Giungere al centro del romanzo è l’obiettivo ultimo, e forse irraggiungibile, del Lettore Consapevole. Ci si arriva per gradi, con una penetrazione lenta e progressiva, che conduce sempre più vicino al senso profondo della scrittura narrativa. Attraverso la sequenza degli incontri, il corso intende condurre alla scoperta e alla conquista graduale delle strategie di narrazione proprie del romanzo contemporaneo, per promuovere il desiderio di leggere con competenza e la passione di scrivere in modo personale.

Maggiori informazioni qui

Come leggere un romanzo


Sandra Tassi, Come leggere un romanzo
Giubilei Regnani 2017


Giungere al
centro del romanzo è l’obiettivo ultimo, e forse irraggiungibile, del Lettore Consapevole. Ci si arriva per gradi, con una penetrazione lenta e progressiva, che conduce sempre più vicino al senso profondo della scrittura narrativa.

A partire dalla periferia di una lettura emozionale o di superficie, propria del cosiddetto Lettore Empirico, fino alle competenze più raffinate del Lettore Modello, l’autrice conduce alla conquista graduale delle strategie di lettura del romanzo contemporaneo, educando alla ricerca di un incontro personale e meditato con il romanzo di oggi.

E al termine del saggio, se vuole, il Lettore potrà cimentarsi nel duplice gioco della LETTURA – SCRITTURA, per divertirsi con parole e frasi, come i grandi autori della letteratura del Novecento contemporaneo.

Lettura guidata di: A. Adiga, F. Azevedo, N. Ammaniti, A. Baricco, I. Calvino, S. Benni, F. Coloane, C. Dickens, H. De Balzac, D. De Lillo, E. De Luca, A. C. Doyle, F. Durrenmatt, M. Hamid, J. Fante, F. Glauser, D. Grossmann, James Joyce, C. Lucarelli, D. Maraini, J. Marias, C. McCarthy, H. Muller, H. Melville, H. Murakami, M. Proust L. Romano, D. Pennac, A. Tabucchi, S. Veronesi, S. Vinci, W. Woolf.

Come donna innamorata

Come si può continuare a scrivere quando la morte ti ha sottratto la tua Musa?

È questo l’interrogativo che, l’8 giugno 1290, tormenta Dante Alighieri, giovane poeta ancora alla ricerca di una sua voce, davanti alle spoglie di Beatrice Portinari. Da quel momento tutto cambierà: la sua vita come la sua poesia. Percorrendo le strade di Firenze, Dante rievoca le vicissitudini di un amore segnato dal destino, il primo incontro e l’ultimo sguardo, la malìa di una passione in virtù della quale ha avuto ispirazione e fama. È sgomento, il giovane poeta, e smarrito. Continua la lettura di Come donna innamorata

Giornata della Memoria 2017

…una lettera che torna indietro. Un timbro nero sulla sinistra, quasi di sbieco, dai caratteri male impressi sulla busta bianca ormai un poco sgualcita …

Empfänger Unbekannt Destinatario sconosciuto.

Un carteggio che si interrompe, dunque.

Saranno le voci di Max e Martin a svelarci il perché.

Destinatario sconosciuto è tratto da un testo rimasto “sepolto” per 60 anni e che soltanto nel 2000 è tornato nelle librerie. Di Katherine Kressmann Taylor, scrittrice americana di origine tedesca, l’opera tratta il tema dell’antisemitismo in modo originale ed insolito.

Martin e Max, soci in affari e amici fraterni, si separano nel 1932, quando Martin decide di tornare in Germania con la famiglia e lascia, così, la California. Comincia tra i due una fitta corrispondenza: si raccontano le loro vicende private e di lavoro, ma via via commentano sempre più spesso gli avvenimenti storici che stanno accadendo in Europa. In poco tempo tra i due amici si crea una distanza sempre più profonda e, alla fine, incolmabile: man mano che Hitler in Germania rafforza il proprio potere, Martin si lascia conquistare dal fascino della ideologia nazista, mentre Max – ebreo – paga con la perdita della sorella il tradimento dell’amico.

Nel reading del IL LEGGIO, il testo epistolare si intreccia con l’altro libro della medesima autrice, Senza ritorno, datato1942, anch’esso da considerarsi, quindi, un “romanzo militante”. Il tema del consenso nella Germania nazista si rafforza con la vicenda di Erika, giovane studentessa della facoltà di teologia di Berlino appartenente alla Chiesa luterana, che testimonia l’aggressione del regime alle strutture e alle istituzioni della comunità cristiana tedesca.

Elaborazione del testo di Sandra Tassi.

Letture di: Maria Donata Gavioli, Luca Paolini, Santo Pirronello, Sonia Righi, Sandra Tassi.