Adolescenze femminili e maschili a confronto: “Qualcuno con cui correre” di David Grossman

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Nel precedente romanzo ( Spatriati, di Mario Desiati) del nostro percorso letterario abbiamo tratto, e poi messo in risalto, la problematicità dell’essere fragili in età giovanile coerentemente con tutto l’andamento della nostra rassegna sulla educazione affettiva nella letteratura contemporanea. Giunti, dunque, al tema dei figli e al rapporto col mondo degli adulti, ritengo necessario inserire nella mia scelta di romanzi esplicativi dell’argomento della nostra rubrica l’opera di David Grossman Qualcuno con cui correre. Seppure non recentissimo (per Mondadori 2001), la struttura del romanzo, nonché l’inimitabile penna dell’autore, è talmente organica e significativa da includere il libro tra i maggiori titoli in merito al nostro discorso.

Grossman imposta la narrazione su due piani: la storia di Assaf e la storia di Tamar. Come a sottolineare che esiste una adolescenza – e una parabola di crescita – maschile ed una adolescenza al femminile, non solo diverse ma (e nell’explicit l’autore avrà modo di metterlo in risalto per il lettore) tendenzialmente complementari sul piano generale dello sviluppo individuale.

Assaf rappresenta, per così dire, lo stato “confusionale” della sua età (“ i suoi pensieri lo inseguono come una lunga scia di lattine sbatacchianti ”), l’esposizione alle prime esperienze di autonomia (i suoi genitori, “perché sono dovuti partire all’improvviso?”), il rapporto con i pari, tra conformismo e identità ( “ma ci sono altre lattine, grandi e piccole, che si urtano nella sua testa, e in fondo alla catena ce n’è una che si trascina dietro ormai da due settimane (…)ripetendogli strepitando che dovrebbe innamorarsi perdutamente di Dafi (…).” E, con una bellissima metafora che corona l’incipit, Grossman ci mostra un cane che corre e lo trascina nel suo tragitto impedendo al ragazzo di fermarsi nonostante la sua volontà: non è facile superare il confine tra adolescenza ed età adulta.

Al contrario di Assaf, soffocato dalla confusione e dal rumore, Tamar si accosta al lettore in un pacato silenzio. Il ritmo della prosa diviene più lento, così da dare una impronta diversa all’andamento narrativo: perché Tamar sembra aver superato molte delle sue incertezze a favore di una scelta decisiva, allontanarsi da casa. Una scelta che la scrittura di Grossman, modulata sui tempi della osservazione e sulla descrizione del paesaggio, nonché della ragazza co-protagonista, risulta risoluta e non contrattabile. Tamar, insomma, ci pare aver raggiunto un grado di maturità adulta in anticipo rispetto ad Assaf, che raggiunge la sua formazione gradualmente, con l’avanzare del romanzo, fino all’epilogo.

Ragazzi non fragili, dunque? Assolutamente no. Ragazzi fragili che hanno negli adulti un saldo punto di riferimento anche nei momenti più difficili da attraversarsi con cautela. Perché gli adulti si trovano sul tuo sentiero, in alto dove non li vedi, sulla tua strada, vicino alle fermate del tuo autobus. Se lo vogliono e tu glielo permetti.

Sandra Tassi legge “Qualcuno con cui correre” di David Grossman

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